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Chi era Giovanni Scotti


La nostra scuola media è dedicata a Giovanni Scotti, ma non tutti purtroppo sanno chi è, per cui noi abbiamo voluto colmare una lacuna. Abbiamo fatto approfondite ricerche e in questo capitolo abbiamo raccolto le informazioni essenziali. Giovanni Scotti nacque a Barano d’Ischia il 18 marzo 1874 da Salvatore Scotti e Caterina Mattera. Fin dalla fanciullezza rivelò grandi qualità morali ed intellettuali, tanto che ad appena nove anni entrò in seminario, dove rimase come alunno prima e professore poi, fino al 1911. Ad appena sedici anni, cominciò ad insegnare materie letterarie al ginnasio e successivamente divenne docente di Teologia morale, Diritto canonico, Teologia dogmatica, Esegesi Biblica e Storia della Chiesa. Ricoprì diversi incarichi nella Chiesa: Rettore del seminario, Canonico della Cattedrale e perfino Esaminatore prosinodale. A trentasette anni fu nominato Vescovo di Cariati in Calabria. L’ordinazione avvenne ad Ischia nella Chiesa di S. Maria di Portosalvo. Il 13 dicembre 1918 fu trasferito a Rossano. Nell’una e nell’altra diocesi si avvalse della preziosa collaborazione del fratello sacerdote Don Ciro Scotti e di un fedelissimo cameriere di Ischia, Giovan Giuseppe Florido. D’estate ritornClicca l'immagine per ingrandirla ed andare al lemmaava ad Ischia, nella sua casa di Piedimonte e l’8 settembre 1920 incoronò la statua della Madonna della Mercede a Fontana. I suoi biografi affermano che Mons. Giovanni Scotti abbia finanche profetizzato la data e circostanza della sua morte. In un giorno di Ottobre del 1930, mentre si apprestava a raggiungere Roma e poi Rossano, dopo la sua solita vacanza estiva ad Ischia, si sentì male nel tratto di mare che separa Ischia da Procida. Il piroscafo dovette attraccare a Procida e il monsignore fu accolto in casa di parenti per le cure del caso. Purtroppo le condizioni si aggravarono e il 16 ottobre morì. I funerali furono celebrati a Procida ed una seconda volta nella Chiesa di Santa Maria di Portosalvo. Monsignor Scotti fu seppellito nel cimitero di Barano, ma nel 1958 i suoi resti mortali furono portati nella chiesa parrocchiale di S. Maria La Porta in Piedimonte, insieme a quelli del fratello Don Ciro, morto nel 1943. Per gentile concessione della nipote Immacolata Scotti, pubblichiamo alcuni documenti praticamente inediti, che confermano la grandezza di quest’uomo a cui Ischia volle dedicare la Scuola media e il liceo-ginnasio.

 

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