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Preside: Prof.ssa Lucia Monti

Intervista alla Preside


Alcuni ragazzi hanno intervistato la Preside. Ci sembra opportuno riportare le dichiarazioni fatte dal nostro dirigente. Come una buona "padrona di casa" la prof.ssa Lucia Monti presenta se stessa e la sua scuola.

- Qual è stata la prima scuola in cui ha insegnato?

La prima scuola in cui ho insegnato è stata quella in Via Castanito alla Sentinella, per l’ambito disciplinare linguistico.

 - Che cosa ricorda della sua esperienza di insegnante?

Ho sempre avuto una grande passione per la cultura e per i ragazzi e ho sempre avuto voglia di dare qualcosa a tutti. Ho sempre avuto a cuore i ragazzi difficili, così come difficili sono sempre stati i posti in cui ho insegnato: Arzano, Poggioreale, Piscinola e Pianura, tutte zone a rischio e di frontiera dove il mestiere dell’insegnante era poco diffuso. Ricordo che a Pianura, ho avuto una classe seconda di 25 alunni, di cui 7 difficili. Tra questi mi è restato nella mente Guillaro Vincenzo, figlio di genitori analfabeti. Ero l’unica insegnante e , vedendo il suo viso triste, fermai il programma e gli insegnai tutto ciò che non era in grado di fare.

 

- Come è diventata Preside?

Nel 1996 ho fatto un concorso molto selettivo a Roma. C’erano 9000 concorrenti e solo l’8,5% fu ammesso. Fummo giudicati da una commissione formata da direttori e professori universitari. Ci furono posti quesiti riguardanti la legislazione, gli ordinamenti e la Costituzione.

 - Dove ha svolto per la prima volta la professione di Preside?

In provincia di Cosenza. Avevo 13 plessi. Fu un anno di prova con un corso di formazione.

- Quali sono le sue paure?

Ho molta paura di non organizzare bene il lavoro tutti i giorni e di non stabilire buoni rapporti con i docenti. Mi metto sempre in discussione.

 - Quando era bambina, sognava di diventare insegnante e Preside?

Insegnare era nei miei sogni di bambina, diventare Preside, invece, non lo era per niente. Spesso mia madre mi ricorda che ho sempre avuto la  vocazione dell’insegnante e che spesso aiutavo nei compiti ragazzi anche più grandi di me. Mi riferisco ai tempi in cui abitavo in “Rione Umberto I” in Casamicciola Terme.

- Se non fosse diventata insegnante, cosa le sarebbe piaciuto fare?

Mi sarebbe piaciuto fare l’interprete, magari anche all’estero. Infatti, mi sono laureata in lingue, ma il destino ha deciso diversamente.

- Affermarsi nel mondo del lavoro è più difficile per una donna o per un uomo?

Per una donna è molto più difficile farlo, forse nella scuola lo è un po’ meno, rispetto alle altre amministrazioni.                Comunque, con impegno e capacità, si riesce in ogni campo.

- Conciliare il lavoro con la famiglia, è facile?

No, non lo è. Ma, se si stabiliscono delle priorità, diventa tutto più facile.

 - Che differenza c’è tra la Preside Lucia e la signora Lucia?

Quasi nessuna, sia  a scuola che a casa io sono sempre me stessa. Forse sono più severa con mio figlio e mio marito di quanto lo sia con gli alunni, con i docenti e con il personale non docente della scuola. Posso dire che il ruolo di Preside mi fa essere più controllata.

- C’è qualcuno nella sua famiglia che ha lavorato nel mondo della scuola?

Si, mia madre è stata insegnante ma poi, dovendo portare avanti una famiglia numerosa, ha smesso pur ricordano sempre e con grande nostalgia quegli anni. Proprio lei mi ha sempre incoraggiata nei momenti di difficoltà ed ancora oggi lei è per me un punto di riferimento con cui io mi confronto spesso. So che la famiglia si aspetta molto da me ed io cercherò di non deluderla.

- Avrebbe mai pensato di raggiungere questo traguardo?

No, non lo avrei mai pensato. Tutto ciò mi ha fatto capire che nella vita tutto è possibile, basta impegnarsi con volontà e serietà.

- Dove ha continuato a svolgere la professione di Preside?

Sono stata per tre anni a Torre Del Greco e posso dire che è stata un’esperienza davvero meravigliosa. Devo ammettere che all’inizio ero terrorizzata solo al pensiero di dover lavorare in un ambiente così difficile. Il mio primo impegno è stato quello di coinvolgere i genitori che erano spesso scettici nei confronti delle istituzioni e della scuola. Poi la strada, dopo il primo anno, si è spianata. Coloro che hanno valutato la mia scuola sono rimasti colpiti dallo spirito di collaborazione che si era instaurato, dalla leadership diffusa, dalla competenza dei docenti e della carica che univa tutti nell’intento di migliorare la qualità della scuola.

- Che cosa le manca del periodo in cui ha insegnato?

Mi manca soprattutto il contatto con i ragazzi con i quali ho sempre cercato di mantenere un buon rapporto. So che loro hanno bisogno di essere compresi e amati. In questo modo da loro possiamo ottenere tutto. Devo dire che spesso mi prende quella che io chiamo “nostalgia del ritorno” ma so di poter dare loro molto anche da Preside.

- Si lavora di più da Preside o da insegnante?

Da Preside, perché la Preside ha maggiori responsabilità. Una Preside si deve occupare della sicurezza, della salvaguardia e della tutela degli alunni, dei lavori e dell’organizzazione di tutta la scuola.

- Come sono i rapporti con gli insegnanti?

Sono generalmente buoni. Ho sempre cercato di creare un clima sereno, di fattiva collaborazione.

- Quali e quanti sono i suoi progetti?

I miei progetti sono tanti e li coltiverò assieme ai docenti e a voi. Credo che bisogna soprattutto migliorare la qualità dell’insegnamento. Quello che voglio è cercare di far lavorare tutti insieme per l’efficienza dell’istituto.

- Se avesse la bacchetta magica, cosa farebbe?

Se avessi la bacchetta magica, prima di tutto, migliorerei i rapporti umani. Vorrei che le persone riuscissero a comunicare, perché a volte è difficile.

 

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