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La
zona di Sant'Alessandro è bellissima;baciata dal sole,si apre come una finestra
sul mare.E' tranquilla,a metà strada fra Ischia e Casamicciola.Qualche tempo
fa,proprio per preparare questo percorso ho incontrato le classi del Corso D. Ho chiesto loro di aiutarmi a descrivere e raccontare con precisione questo
luogo incantevole e i ragazzi gentilissimi si sono subito messi a disposizione.Le
loro informazioni sono il frutto di una intervista al presidente della
associazione che si occupa della valorizzazione di Sant'Alessandro.Vediamo che
cosa ci dicono. |
Sant’Alessandro:
storia di un borgo e della sua chiesa
Le
nostre interviste
Un ventoso pomeriggio di febbraio siamo andati con gli zaini in spalla e muniti di macchine fotografiche al Borgo di S. Alessandro.Girando per le case abbiamo trovato persone disponibili a rispondere alle nostre domande. Tra le tante interviste una molto importante è stata quella fatta a Francesco Napoleone, uno dei principali organizzatori della sfilata. Vive a S. Alessandro da 64 anni, cioè da quando è nato. Gli abbiamo chiesto di fare un confronto tra com’era e com’è ora S. Alessandro. Ci ha risposto che ci sono stati molti cambiamenti effettuati nelle abitazioni perché ne sono state costruite nuove più confortevoli e più moderne, ma la natura non è cambiata, per fortuna! Ed anche la gente è rimasta la gente di una vita semplice, lontana dal caos e dal rumore di Ischia che è diventata una piccola città. Il dottore Napoleone ci ha dato delle notizie storiche sul borgo. La storia di S. Alessandro è strettamente legate alle vicende che si sono svolte ad Ischia in modo particolare nel ‘700. Il piccolo borgo aveva una posizione favorevole, lontano poche braccia di mare dal Castello e vicina al porto d’Ischia, assunse infatti molta importanza quando fu creato da Ferdinando di Borbone il porto. La famiglia Di Manso dal ‘326 era la proprietaria del Borgo. La strada che era l’unica che comunicava tra Ischia e Casamicciola diventò una fonte di guadagno per la famiglia che impose una tassa a tutti i viandanti che la percorrevano. Testimonianze di rilievo sono la cappella dedicata a S. Alessandro e il portale Durazzesco, uno dei pochi esempi del meridione. La nostra guida ci ha poi condotti nella chiesa ed abbiamo potuto ammirare le linee architettoniche della piccola cappella. La chiesetta, dedicata al papa martire Alessandro, nacque come cappella privata della famiglia di Manso, di origini beneventane e proprietaria del borgo, nel 1326. |
In
quei tempi i collegamenti fra i vari comuni dell’ isola erano ardui e
l’ unica possibilità di comunicazione fra Ischia e Casamicciola era
rappresentata dall’ antica strada della foce ubicata sulla collina di
Sant’ Alessandro. La via, di proprietà di Manso, si dimostrò un’
importante fonte di guadagno: venne istituita, infatti, all’ ingresso
del borgo una tassa di pedaggio per i viandanti. L’antica
cappella, la cui tutela è riposta sotto il vincolo del Testo Unico per
i beni culturali ed ambientali del 1999, conserva ancora oggi le sue
linee originali, sebbene parte dell’ edificio sia stato ristrutturato
nel 1980. Essa era addossata alle spalle dell’ antica casa dei di
Manso. Elementi originali ancora esistenti si possono ritrovare all’
interno delle mura dove vi sono dei frammenti di ceramiche, oltre a
piccoli oggetti in marmo de in piperno come lo stemma della famiglia e
il sistema di misura romano, simboleggiante il dazio da versare. Sempre
del XIV secolo è il portale durazzesco, uno dei pochi esempi presenti
del meridione. All’ interno della chiesetta è ancora visibile una
lapide in marmo recante, in lettera latine, il nome di Andrea di Manso.
Esecutore dell’ edificio; oggi la lapide è adibita come mensola per
le ampolle ed è situata sul lato destro dell’altare. Sotto la
chiesetta esiste ancora, nelle sue linee originali, il coro delle
monache visibile attraverso una varco laterale posto a destra della
stradina di Sant’ Alessandro, la zona del coro, oggi purtroppo di
proprietà privata, è adibita a deposito. |
La
tradizione vuole che la chiesetta fosse stata edificata impastando la
terra con il vino, liquido più facilmente reperibile rispetto all’
acqua, bene troppo prezioso per essere sprecato nella costruzione. Fino
agli inizi del 1900, era posta sull’ altare una bella pala del 1300 di
autore ignoto, con su raffigurati il Cristo crocifisso, insieme ad uno
stuolo di angeli ed il papa Alessandro in osa di orante. La pala, nel
1730 subì delle variazioni, furono aggiunti il santo Giovan Giuseppe ed
i beati Padre Bonaventura da Potenza e Suor Mariangela Della Croce,
quest’ ultima discendente della famiglia di Manso. In sostituzione
dell’ antica pala fu commissionata , nel XX secolo, una identica alla
versione del 1730 al pittore Corradino Monile. Fino al 1965, l’ anno
in cui morì una delle discendenti della famiglia di Manso, Maria Teresa
Trosa, soprannominata la “Maesta”, la chiesa fu sempre funzionante,
intorno all’edificio sacro il borgo ed i suoi abitanti si animavano
per festeggiare particolari ricorrenze religiose. Per esempio il 3
maggio, anniversario del rinvenimento della Croce, la collina si vestiva
in festa e viveva momenti quanto mai gioiosi e lieti: tutti i membri
della famiglia di Manso si riunivano ed offrivano ai conventi dolci
leccornie, seguitava
la processione dove sfilava per le vie del borgo la Sacra
Reliquia accompagnata
dal suono della campanella della piccola chiesa e dagli spari di
fucili dei cacciatori, che in barba ai tempi duri e di miseria, non
lesinavano colpi in un’ improvvisata gara. Per questo banchetto , chi
poteva dava un’ offerta, chi non aveva possibilità economiche offriva
due carciofi e un bicchiere di vino. Da allora tutte le funzioni della
chiesa caddero, ben presto il piccolo tempio fu
oggetto dell’ incuria del tempo trasformandosi in un rudere. Ma
nel 1981 il Comitato pro Sant’ Alessandro, nato per volontà di
residenti e di ospiti abituali del borgo, previo il consenso dell’
ultima proprietaria
Maria di Manso, ha curato il restauro della chiesetta riportandola
non solo all’ antico aspetto ma ripristinando anche le sue funzioni
originarie. Infatti dal mese di giugno fino alla metà di settembre ogni
sabato sul far del tramonto viene celebrata la Santa Messa Vespertina. |
Il
restauro stimolò il comitato a riscoprire le antiche origini dell’
isola: infatti insieme alla rinascita della chiesa viene organizzato ,
ogni anno il 26 agosto, in ricorrenza del giorno di Sant’ Alessandro,
un fastoso corteo storico che movendosi dai primi colonizzatori greci,
attraverso le varie dominazioni che si susseguirono, si giunge agli
inizi dell’800, rievocando con usi e costumi dell’ epoca i periodi
particolarmente floridi dell’ isola verde. Stimolati da queste notizie
ci siamo recati un pomeriggio alla Biblioteca Antoniana e , spulciando
tra i volumi abbiamo trovato una testimonianza del dottor Francesco
Napoleone. Questo testo ci ha colpito in modo particolare per l’ amore
che traspare da ogni passo per la propria terra , per le antiche
tradizioni di questo borgo che, nonostante siamo nel XX secolo, conserva
ancora la bellezza incontaminata di un tempo passato. “in una delle
mostre dell’ artigiano locale, una sera notai una turista acquistare
un bellissimo asciugamano di tela. Rimasi attratto dalla contrattazione
che una giovane ragazza , avendola ereditata, ma sicuramente ignara ,
data la giovane età, del valore storico, facilmente la
commercializzava, sottraendo così all' Isola, un’ opera d’ arte
risultato di enormi sacrifici e rinunzie della bisnonna. L’
asciugamano riproduceva un volo dio anitre sull’ antico lago che oggi
è il porto d’ Ischia. Non era un asciugamano, ma un documento di
storia, il ricamo di un paesaggio che forse i meno abbienti si
riproducevano su pezzi di tela! |
Immediatamente
la mente ripercorse l’ infanzia, rividi mia madre con conocchia e fuso
dare forma a della canapa ricavandone dapprima un filo sottile, poi un
gomitolo e di seguito una tela ove mani delicate , con filo e ago
avrebbero creato delle meravigliose opere d’ arte, che si sarebbero
poi gelosamente tramandate da madre in figlia,almeno quelle che l’
usura del tempo
avesse risparmiato. Acquistai subito i rimanenti
asciugamani poiché pensai in un attimo , che quei capolavori , frutto
di una vita laboriosa , lasciavano per sempre il nostro territorio, era
una parte della nostra storia che ci abbandonava per sempre! Nacque così
il desiderio di offrire all’ isolano la memoria e la custodia gelosa
di una vita che il progresso rapidamente stava cancellando. Di lì l’
idea di presentare una sfilata di abiti con accessori di epoche passate
, testimoni dell’ operosità e del gusto dei nostri antenati. L’
occasione venne con il restauro di un autentico simbolo del passato: la
chiesetta di S. Alessandro dell’ anno 1179 posta sull’ omonima
collina entrando nel porto a destra. L’incuria del tempo aveva ridotto
tale monumento ad un rudere, anche se, per le generazioni precedenti
alla mia, era stato un punto di riferimento per il culto della Santa
Croce: il giorno 3 Maggio. Così tale Chiesetta fu di nuovo, come per il
passato , il punto di incontro per i residenti e villeggianti, per
ricostruire qualcosa per l’ isolano. |
Ed
il 26 Agosto 1981 , festa di S. Alessandro, nacque una prima semplice
sfilata per il Borgo: pochi figuranti con abbigliamenti festivi di
antichi popolani Ischitani che in occasione del dì di festa
indossavano, con mostra di copricapo, grembiuli, camicie, frutto di un
lavoro serale, elaborato alla fioca luce di una lampada a petrolio, una
luce debole , ma caldissima poiché riusciva a
riunire intorno ad un tavolo o ad un braciere una famiglia: il
PROSSIMO”. Recarci a S. Alessandro tutti quanti insieme è stata
un'esperienza bellissima. Avevamo sentito parlare di questo posto perché
ogni anno, il 26 Agosto, si svolge una sfilata in costume che ricorda i
momenti più importanti della storia locale, ma abbiamo avuto modo di
scoprire più da vicino le bellezze di questo luogo che ci è subito
sembrato un'oasi di pace. Il borgo si trova nella zona di Ischia Porto,
su una collinetta da cui si può ammirare un panorama stupendo: in
lontananza il Castello sotto, il Porto con tutto il suo movimento di
navi ed imbarcazioni. Le stradine lunghe e strette, le case vicine l'una
all'altra, la vegetazione rigogliosa , la cordialità della gente che
abbiamo incontrato per la strada, ci hanno fatto tornare indietro nel
tempo, in un'epoca in cui si viveva con semplicità e spontaneità. Ci
siamo soffermati a guardare il simbolo diS.
Alessandro: la Palma. Chissà
quanti sogni si saranno avverati proprio sotto questa palma! Chissà quanti amori saranno nati! |
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La Palma dell' amore
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